#Abboccate

Prendi un uva agra, non matura, in grandi quantità, da rese per ettaro mostruose, …..prepara una base ad hoc, imbevibile …., aggiungere qb di lieviti ed ancora, fallo rimanere più tempo possibile a riposo, ….poi sveglialo con un’altra liquer ad hoc, per provocargli le tanto abboccanti bollicine,…vendilo più caro che puoi ed hai fatto la miglior trappola per chi non sa’ la differenza tra  vino fatto  e Vino Ottenuto

 #sciampagnipàforfora

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Mercato assassino

Con questo tempo rimane qualche momento per attualizzare qualcosa:

Lavando delle bottiglie per l’imbottigliamento di questa primavera, scorgo la bottiglia ,ovviamente vuota, del “carica l’asino”di Carussin e subito mi viene in mente quanto era semplice trovarlo gli anni addìetro, ora mi chiedo se è davvero conveniente privilegiare l’esportazione . Fatto sta che son tre anni che non trovo questo vino.

Con l’occasione riaffiorano ricordi di irripetibili bevute.

Vino Onesto per sempre

…… vendo lieviti spontanei usati, tenuti a digiuno

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Vino Onesto forever

Ennesima pubblicazione sul maggior social network , da parte di uno dei social wine producer più gettonati del momento.

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Si addita il discorso sui lieviti indigeni ( io li chiamerei spontanei) non fosse che, gli attori sono i soliti famosi*, faccio la comparsa anch’io, non sulla pagina del fotografante ma sulla condivisione della foto da parte di un produttore, che non nasconde il fatto di utilizare diversi ceppi di lieviti, perciò lo stimo,  commentando con la frase di cui questo articolo porta il titolo.
Non è la prima volta che accade, gli attori, bene o male, siamo gli stessi, la prima volta feci un paragone lieviti-sperma di Varenne, oggi voglio essere più buono :
i lieviti potrebbero essere il latte in polvere dato ai neonati che, quando utilizzato perché quello della madre non è più nutriente, potrebbe starci, ma quando viene utilizzato per preservare l’estetica del seno della madre no proprio no.
E nel vino, purtroppo molti utilizzano i lieviti, di ogni specie e misura, anche quando non ci sarebbe bisogno.
Ora, additare contro chi non usa lieviti una questione come potenziale problema è davvero auto denigrante.
Non possono stare nello stesso calderone chi produce decine di silos da chissà quanti ettolitri con chi produce poche decine di damigiane da 54 litri, scusate i miei spartani metri di misura.
Dove sta’ il problema!? Non esiste (per me), oggi il vino un po migliore, lo farà il piccolo produttore , che per scelta si ostina a non intervenire perché reputa le sue uve idonee a fermentare da sole …., rischiando, magari ha altre fonti di sostentamento, domani lo farà il medio produttore che, producendo solo vino, dovrà lavorare più sul sicuro, inoculando qualche lievito , magari a metà fermentazione, cercando di non esagerare con con interventi diabolici in cantina ed in vigna.
Certe discussioni non dovrebbero esistere, specie se accese da personaggi con qualche medaglietta sul petto*.
Il rispetto verso il lavoro altrui prima di tutto.

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Il mio motto

errate scelte

Nella speranza di trovare un carricante degno del posto in cui nasce, acquisto l’ ennesima bottiglia (vidica),

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trasparente,  una delusione (usare per cucinare),  sforzandomi di berne un bicchiere,  corro in cantina per rimediare (VidiVi),

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trovo questo succo d’ uva fermentato  , umbro, che appaga la mia pretesa .

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Ancora una volta mi trovo a paragonare vinidicantina con VinidiVigna , ecco i prefissi vidica (vinodicantina) e VidiVi (VinodiVigna), le mie unita di misura per conoscere meglio un vino.