…… vendo lieviti spontanei usati, tenuti a digiuno

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Vino Onesto forever

Ennesima pubblicazione sul maggior social network , da parte di uno dei social wine producer più gettonati del momento.

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Si addita il discorso sui lieviti indigeni ( io li chiamerei spontanei) non fosse che, gli attori sono i soliti famosi*, faccio la comparsa anch’io, non sulla pagina del fotografante ma sulla condivisione della foto da parte di un produttore, che non nasconde il fatto di utilizare diversi ceppi di lieviti, perciò lo stimo,  commentando con la frase di cui questo articolo porta il titolo.
Non è la prima volta che accade, gli attori, bene o male, siamo gli stessi, la prima volta feci un paragone lieviti-sperma di Varenne, oggi voglio essere più buono :
i lieviti potrebbero essere il latte in polvere dato ai neonati che, quando utilizzato perché quello della madre non è più nutriente, potrebbe starci, ma quando viene utilizzato per preservare l’estetica del seno della madre no proprio no.
E nel vino, purtroppo molti utilizzano i lieviti, di ogni specie e misura, anche quando non ci sarebbe bisogno.
Ora, additare contro chi non usa lieviti una questione come potenziale problema è davvero auto denigrante.
Non possono stare nello stesso calderone chi produce decine di silos da chissà quanti ettolitri con chi produce poche decine di damigiane da 54 litri, scusate i miei spartani metri di misura.
Dove sta’ il problema!? Non esiste (per me), oggi il vino un po migliore, lo farà il piccolo produttore , che per scelta si ostina a non intervenire perché reputa le sue uve idonee a fermentare da sole …., rischiando, magari ha altre fonti di sostentamento, domani lo farà il medio produttore che, producendo solo vino, dovrà lavorare più sul sicuro, inoculando qualche lievito , magari a metà fermentazione, cercando di non esagerare con con interventi diabolici in cantina ed in vigna.
Certe discussioni non dovrebbero esistere, specie se accese da personaggi con qualche medaglietta sul petto*.
Il rispetto verso il lavoro altrui prima di tutto.

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Il mio motto
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5 thoughts on “…… vendo lieviti spontanei usati, tenuti a digiuno

  1. Ciao Mario, quante discussioni proprio oggi, sui lieviti spontanei! Se ne parlava sulla bacheca di un produttore convenzionale (e bravo) e come al solito si sono fronteggiati guelfi e ghibellini, i primi a dire che senza i lieviti aggiunti il vino non può essere buono, e a sbertucciare chi non li usa; i secondi a difendersi come potevano, e a sostenere il contrario. Tu sai come la penso: non uso più i lieviti aggiunti da 17 anni, e non me ne sono mai pentito, nè me ne pento ora, anche se questa scelta non mi ha fatto mancare problemi di diversa natura. Con l’esperienza maturata in tutto questo tempo, mi sono convinto che a volte con la fermentazione spontanea ( soprattutto nei rossi) il risultato è migliore, e a volte no. Ho costato che nei bianchi i lieviti aggiunti danno aromi che quelli spontanei non riescono a produrre, ma sono molto più effimeri e non durano nel tempo. Ho costato che nel moscato le fermentazioni spontanee sono più difficili e rischiose, ma danno una maggiore personalità al vino. Ma soprattutto ho capito che con i lieviti spontanei il mio vino è solo mio, e nessun altro lo può fare così: probabilmente imperfetto ma unico, come se fosse una parte di me. E’ questo che forse non riescono a capire i sostenitori del convenzionale: che noi non crediamo di fare vini “più buoni” dei loro: noi siamo solo convinti che siano “diversi” dai loro, e in quella diversità c’è la nostra essenza, e quella delle nostre vigne e dei nostri territori.

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    1. Gianluigi, il rispetto verso il lavoro degli altri prima di tutto, poi se si parla di lavoro contadino ancora di più, ancor più se cerchi di lavorare onestamente, rischiando anche, e veramente troppo,non ce l’ho fatta a star zitto.

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  2. Grazie della citazione ed aver pensato a me. 1 non sono nessuno ma un semplice contadino. 2 come al solito in pochi hanno capito il mio post.
    3 uso anche io fermentazioni spontanee. 4 faccio vini che potrebbero stare tranquillamente a Live wine.
    Esaurendo i punti ti rassicuro che in pochi hanno capito il mio post te compreso. Vai a rileggere bene il mio post ed i miei interventi nel thread senza farti condizionare da alcuni interventi completamente diversi dal mio pensiero.
    Riassumo?

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  3. Ma io parlavo di comunicazione mica di vini e della loro qualità?
    Comunicazione.
    Comunicazione orrenda.
    Perché perdere tempo in cose tecniche e, soprattutto, perdere tempo nel dire cosa non c’è invece di raccontare cosa c’è nel calice?
    Li passa tutta la differenza.
    Ma chissà perché in pochissimi hanno capito il mio pensiero. Eppure siamo nel 2016.

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